L’Oltrepò Pavese è terra di vini e di castelli, di sapori forti e decisi e dolci contrasti tra pianura, colline e montagna. Il territorio ricorda la forma di un grappolo, quasi a sottolineare la vocazione di questa terra per il vino.
Fin dall’antichità l’Oltrepò era conosciuto per l’ottima produzione di vini come ci tramanda Plinio il Vecchio parlando delle colline pavesi. L’Oltrepò è un universo da scoprire, un paesaggio imponente, un oceano di ordinate colline che si estende a perdita d’occhio fino agli Appennini e tra una valle all’altra, un patrimonio entusiasmante di cose belle da vedere e da gustare.
L’Oltrepò, in larga misura, presenta un’orografia preappenninica, in cui affiorano formazioni costituite da marne, calcari arenacei, galestri e gessi. Tali suoli permettono di ottenere vini di bella struttura, mentre il clima continentale, con le sue escursioni termiche fra giorno e notte, favorisce lo sviluppo di aromi intensamente fruttati. La sua superficie è quasi completamente collinare, con pendii scoscesi, eccetto la stretta fascia litoranea del Po che scorre ai piedi delle sue colline. Tale conformazione del terreno consente la coltivazione di numerose varietà di viti sfruttando le diverse esposizioni ed altitudini disponibili. Attualmente infatti l’Oltrepò costituisce la più consistenze produzione vinicola lombarda, è la terza area nazionale per estensione viticola a denominazione d’origine, nonché la più grande area coltivata a Pinot nero in Italia.