Al di là del grande fiume, in provincia di Pavia, si estende il territorio dell’Oltrepò, stretto ai lati dalle province di Alessandria (ovest) e Piacenza (est), proteso fin quasi a sfiorare la Liguria. È un territorio molto ricco dal punto di vista paesaggistico e culturale: pianure, colline - solcate da filari di viti (la viticoltura è tradizione antica) e borghi dominati da antichi castelli - e persino montagne. E una storia tutta da scoprire...
Zenevredo
È una piccola comunità densa di suggestione che si è venuta radicando ancora prima dell'anno 1000 sulle colline oltrepadane. Chi arriva a Zenevredo è preso dal fascino discreto e pregnante di questo ambiente ed è invogliato a percorrere le strade del centro storico dove ogni pietra è testimonianza eloquente del passato.
Il nome Zenevredo richiama l'etimologia latina iuniperi (ginepro) per le macchie di ginepro che una volta abbondavano su questi colli.
Nel VII secolo ebbero un monastero in Zenevredo le prime Benedettine che con il motto ora et labora iniziarono un dissodamento cospicuo e la riduzione a terra coltivabile di una vasta parte del territorio Comunale. Questo Monastero e le sue terre appartennero per molti secoli al Monastero di Teodate, detto anche Pusterla di Pavia. Infatti, su antichi documenti si parla di Zenevredo della Pusterla.
Verso il 1750 sono state poste le prime fondamenta dell'attuale chiesa parrocchiale dedicata a San Vincenzo. Zenevredo vanta i natali, nel 1849, di Carlo Alberto Pisani Dossi, scrittore in anticipo sui tempi, come è stato definito dai critici, fondatore della palestra letteraria attorno alla quale si raccoglieva la Scapigliatura milanese.
Stradella
In piazza Vittorio Veneto la Torre civica merlata è ciò che resta del castello, eretto nel XIV secolo e poi distrutto. Il duomo fu eretto intorno al 1491 come testimoniano il presbiterio e il transetto, ciò che resta della struttura originaria. Il resto della chiesa, a tre navate, è stato rimaneggiato e decorato in stile neoclassico nel 1837. L’altare in marmo e pietre preziose è opera pregevole della famiglia Sacchi di Pavia (1696), gli affreschi dei pennacchi della cupola sono opera di Giovanni Valtorta (1845), l’altare di bella fattura è settecentesco.
Ma Stradella è famosa soprattutto per le fisarmoniche, grazie a Mariano Dallapé, che nel 1876 impiantò nella cittadina pavese una fabbrica di fisarmoniche, conosciute in tutto il mondo. Per sapere tutto sui segreti, la storia e l’arte della realizzazione di una fisarmonica si può visitare il Museo della Fisarmonica - Mariano Dallapé e Figlio.
Civico Museo della Fisarmonica "Mariano Dallapè". Per informazioni e prenotazioni: 0385-42069.
S.Maria Versa
Un paesaggio di bellissimi vigneti contorna i piccoli borghi (Montù Beccaria, Rovescala, Soriasco, Volpaia) - segnati dalle torri e castelli dei signori che dall’XI al XVI dominarono queste terre - della valle del torrente Versa, antico feudo degli Estensi e in epoca medievale conteso da Milano e Piacenza.
S.Maria Versa è un importante centro vitivinicolo. Nel borgo sorge il Santuario dove è conservata una preziosa tavoletta dell’Annunziata del 400.
Varzi
Situato nella valle Staffora, un tempo cinto da tre giri di mura di cui restano ancora tracce visibili, Varzi conserva il castello con le torri, strette vie e portici che ne fanno un borgo medievale, compreso tra Porta Soprana e Porta Sottana, assolutamente da visitare.
Entro le mura si trovano le belle chiese barocche del XVII secolo: la Chiesa dei Bianchi e la Chiesa dei Rossi. La Chiesa dei Cappuccini presenta una facciata tardoromanica (XII - XIV sec.) con un bel portale con fregio. Durante i lavori di restauro è venuto alla luce un affresco dell'Annunciazione del 1484.
Nella piazza del Municipio è visibile il bel Palazzo Malaspina (XVIII secolo).
Assolutamente originale, a Cella di Varzi, il Tempio della Fraternità dei Popoli, costruito in epoca recente sui resti della chiesa di San Marzano del XV secolo, che conserva dei cimeli della Seconda Guerra Mondiale. L’otturatore di un cannone è stato trasformato in fonte battesimale, da alcuni pezzi di nave si è ricavato il pulpito, dei proiettili inesplosi sono il tabernacolo e delle rovine provenienti dalle città bombardate di Nagasaki e Hiroshima compongono l’altare maggiore.
Lungo la strada s’incontrano Godiasco, caratteristico borgo medievale che fu feudo dei Malaspina (nel centro resta il palazzo Malaspina); il Castello di Montesegale, imponente fortezza trecentesca con torri e cinta muraria; all’interno di un rigoglioso parco lo stabilimento termale di Salice Terme, importante per le acque e i fanghi salsobromoiodici e solforosi.
Voghera
I viali che circondano il centro storico tracciano un esagono, lo stesso disegno della cinta muraria che Galeazzo II Visconti aveva edificato nel XIV per difendere Pavia, distrutta definitivamente nell’800. Sempre al grande condottiero milanese si deve la costruzione del Castello visconteo (1372-1400) che fungeva sia da residenza nobiliare che da fortezza militare. Il corpo principale, di struttura possente, è stato utilizzato anche come carcere.
La splendida piazza Duomo, fatta di ciottoli su cui si affacciano bei palazzi porticati, è dominata dalla Collegiata di San Lorenzo, costruita a partire dal 1605 sui resti dell’antica chiesa pievana. Sul frontone della facciata, ridisegnata a fine ‘800, sono collocate le statue del patrono della città San Bovo, di San Lorenzo e San Rocco ed alcune lapidi dell’antica chiesa che raffigurano il Santo. All’interno si possono vedere affreschi e quadri pregevoli del XV secolo.
La chiesa di Sant'Ilario, più famosa come la "chiesa rossa" per il colore dei mattoni, è in stile romanico. Fu costruita in epoca longobarda, ricostruita dai monaci benedettini nel VIII secolo e consacrata come parrocchiale da papa Celestino nel 1195. Dopo il restauro è stata destinata a Sacrario della Cavalleria Italiana (all’interno stemmi dei reggimenti della cavalleria).
Casteggio
Si pensa che sia stata fondata dai Liguri. Per i Romani, siamo all’epoca dell’imperatore Adriano, fu un importante castrum. Si possono ancora vedere i resti delle mura che fortificavano il centro storico, una fontana d’epoca tardoromana dove secondo la leggenda si abbeverarono gli elefanti di Annibale in marcia su Roma. Molti reperti romani sono conservati presso il Museo Civico, nel bel palazzo settecentesco della Certosa Cantù.
Per entrare nel borgo antico si passa il Voltone (o Portone), la porta nord del castrum, dove sono murati un putto in terracotta del XV secolo e due capitelli romanici. Si trovano poi il vecchio Municipio e l’oratorio di San Sebastiano della prima metà del XVIII secolo, in stile neoclassico. All’interno si possono ammirare dei pregevoli quadri del 500 e un coro ligneo del ’700. Nella piazza Castello sorge la chiesa parrocchiale di S. Pietro Martire che ha forma recente, in stile neoclassico, ma storia antica, perché fondata nel IV secolo da San Savino, vescovo di Piacenza. Il campanile è in stile romanico nella parte inferiore e ha una cella campanaria in stile gotico.
Broni
Anche questo borgo della fascia pedecollinare dell’Oltrepò ha caratteristiche medievali. Si notano il palazzo comunale con un bel portico e la Collegiata di San Pietro, realizzata dai fratelli Lonati nel 1547 a cui tre secoli più tardi è stata aggiunta la cupola. All’interno ci sono quadri interessanti: la grande pala raffigurante il martirio di S.Pietro (1650 circa) di Panfilo Nuvolose, la battaglia di Lepanto (1662) e l'urna di legno intagliato(1664) contenente le spoglie di San Contardo, patrono di Broni, di Giovan Battista Turcassano. Nella biblioteca sono conservati volumi, incunaboli e manoscritti antichi.
Pavia
Lungo la riva sinistra del fiume Ticino si adagia la splendida città di Pavia. Già importante al tempo dei Romani, raggiunge il suo massimo splendore e potenza al tempo dei Longobardi (VI-VIII) secolo quando diventa capitale del regno. Tracce dell’epoca dei comuni si leggono nelle sue splendide chiese romaniche, nelle snelle torri in laterizio e nel tracciato urbanistico. L’espressione del segno massimo del governo e del potere dei Visconti, che in queste terre dettarono legge, è il grandioso Castello Visconteo.
Il Duomo
Nel 1488 il vescovo di Pavia, Ascanio Maria Sforza, fratello di Ludovico il Moro fa costruire il Duomo, d’aspetto rinascimentale lombardo, avvalendosi di progettisti come Bramante, Leonardo e Francesco di Giorgio che contribuiscono alla realizzazione. I lavori s’interrompono, riprendono e terminano definitivamente nel XIX secolo (facciata e cupola, la terza per grandezza in Italia). L’interno è a croce greca, con un vastissimo corpo centrale, e conserva tele e sculture dal 1500 al 1800. Nelle volte della cripta restano i segni dell’arte del Bramante.
La Basilica di San Michele
È una perla, un vero gioiello d’architettura romanica. Le sue origini non sono certe (longobarde?) e anche se i documenti della consacrazione datano 1132 sembra che ancora prima sia stata la basilica, nel senso di tempio della giustizia, dei Bizantini, come testimonierebbero alcuni particolari che restano sulla facciata e all’interno della chiesa. Nel tempo ha subito vari rifacimenti facilmente riconoscibili soprattutto nella facciata, dove ci sono bellissimi capitelli e bassorilievi con varie figure per rappresentare la Natura al servizio di Dio. All’interno, nel corridoio centrale rimangono quattro grosse pietre nere per ricordare che lì si poneva il trono in cui il Re riceveva con rito solenne la Corona Ferrea (ricavata da un chiodo della croce di Cristo donato da papa Gregorio Magno a Teodolinda, regina cattolica dei Longobardi). Nel Medioevo in San Michele sono stati incoronati tanti sovrani e imperatori, tra cui Federico Barbarossa (nel 1155).
IlCastello
Galeazzo II Visconti ha fatto erigere questo grandioso castello nel 1360. In soli cinque anni, lavorando giorno e notte, il maniero fu terminato. Ha forma quadrata, in laterizio, con quattro torri angolari e un grande fossato; allora ospitava ventimila abitanti. Oltre a funzione difensiva è stata anche la residenza del duca abbellita esternamente da due ordini di bifore in cotto. I merli ghibellini non sono più gli originali e la parte centrale e le torri sono stati coperti da un tetto per riparare il castello dalle ingiurie del tempo. Nella torre di sinistra, “la Biblioteca”, ha lavorato Francesco Petrarca. Dopo la battaglia di Pavia (1525) sono andate distrutte altri parti, ricostruite nel 1600-700. Il castello fu usato dai suoi signori, i Visconti e gli Sforza, e dai loro ospiti come residenza di caccia per le battute nel bel parco che da lì arrivava fino alla Certosa.
Oggi il Castello è sede dei Musei Civici.
San Pietro in Ciel D’Oro
Costruita nel 1132 è un bell’esempio d’architettura romanica. All’interno, sopra l’altare maggiore, si trova l’arcata in stile gotico in marmo, arricchita da statue e rilievi di scuola lombarda, che contiene le spoglie di S. Agostino.
Altri monumenti
Il Broletto, uno dei più antichi palazzi comunali di tutta la Lombardia, ha rappresentato il centro politico della città, dove si svolgevano le adunanze pubbliche. Il ponte coperto, ricostruito purtroppo dopo la seconda guerra mondiale, era stato edificato nel 300 per proteggere lo sbocco al fiume. La chiesa di S. Teodoro, si trova nel quartiere medievale dei pescatori, dalla cui corporazione è stata eretta. All’interno si trova il famoso quadro di B. Lanzani (1522) dove si può ancora ammirare l’antica Pavia, completa di tutte le sue cento e più torri.
Molto interessante anche l’Università con i suoi edifici medievali e i tredici cortili interni, ovvero le aule d’un tempo.
Certosa di Pavia
La Certosa si trova a nord del Parco del Castello, a circa 5 km da Pavia.
Il 27 agosto 1396 con la posa della prima pietra, Gian Galeazzo Visconti segna l’inizio della costruzione della Certosa di Pavia, da lui voluta anche per adempiere al voto-testamento fatto dalla sua seconda moglie Caterina. La Certosa è affidata all’ordine dei Certosini di Siena, mentre la direzione dei lavori a Bernardo da Venezia coadiuvato da Giacomo da Campione, disegnatore del progetto oltre che ingegnere del Duomo di Milano.
Il grandioso progetto ha coinvolto architetti, artisti illustri e un lavoro di quasi quattro secoli. Alla destra del grande cortile c’è il Palazzo Ducale, costruito nel 1625 per ospitare re e ospiti illustri, in fondo la splendida facciata della chiesa.
In stile bramantesco, utilizza un’architettura d’avanguardia, un’innovazione del sistema archiacuto. Alla base della facciata ci sono 60 medaglioni che raffigurano imperatori, re, stemmi e monete romane. I quattro finestroni sono bifore con colonnine a forme di candelabro che corrispondono alle cappelle e alle navate.
Il portale è ornato da rilievi del 500. Nei fianchi della facciata si evidenzia l’uso della terracotta, splendidi pinnacoli pilastri e soggette, l’interno è a tre navate su pilastri fiancheggiati da cappelle con volte a crociera. Dal transetto si accede al piccolo chiostro, un punto davvero suggestivo della certosa, cinto da un portico di 50 arcatelle decorate in terracotta. Poi si passa al grande chiostro con 123 arcate, anch’esse ornate con terracotte, da cui si accede alle celle dei Certosini.