Tenuta Il Bosco

La Storia

La Tenuta Il Bosco si trova a Zenevredo, piccolo comune della provincia  pavese, che negli antichi documenti richiama all’etimologia latina  “ginepretum”, per le macchie di ginepro che ricoprivano le colline.

In epoca medioevale il paese sarà chiamato Zenevredo della Pusterla per l’appartenenza quasi completa del suo territorio al Monastero di Santa Maria Teodote, detto anche della Pusterla, per una piccola porta (pursterna) aperta nel secolo XII nel muro di cinta dell’edificio, che dava accesso diretto all’esterno, senza dover pagare dazi.

Ma qual è la storia vitivinicola dell’Oltrepò Pavese? Sono stati probabilmente i Barbari a chiamare così le terre che incontrarono oltre il fiume Po, scendendo dal nord. Abitato da Liguri e Galli, l’Oltrepò passa sotto la dominazione romana dopo la famosa battaglia di Clastidium (l’attuale Casteggio).

Con i Romani il territorio ha un grande sviluppo, grazie anche alla costruzione delle principali vie di comunicazione. A quell’epoca, come risulta dalle cronache di Plinio Il Vecchio, la viticoltura si praticava con grande successo e, come racconta Columella, si bevevano buoni vini. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, furono i Barbari a occupare queste terre.

In epoca medievale, si avvicendarono sul territorio famose famiglie nobiliari e clericali.

Furono i Malaspina, i Visconti, i Beccaria, i Dal Verme, fino agli Sforza che attraversarono la storia dell’Oltrepò lasciando traccia del loro antico potere anche nelle torri, nei castelli, nelle chiese e nei palazzi che, bellissimi, restano oggi come testimonianza storica nelle città e nei borghi pavesi.

L’Oltrepò è stata nei secoli una terra contesa: attraverso i trattati di pace passò nelle mani delle grandi potenze del tempo: Francia, Spagna, poi l’Austria che, sotto il regno di Maria Luisa, cedette l’Oltrepò alla corona di Sardegna con il trattato di Worms (1743).

I primi studi sull’ampelografia e i censimenti catastali effettuati in questo periodo testimoniano l’alta vocazione enologica del territorio e la grande diffusione della viticoltura. Agli inizi dell’800, dopo un breve ritorno ai Francesi sotto Napoleone, l’Oltrepò era ancora parte del regno di Sardegna e solo dal 1860 diventò territorio lombardo.

Come nel resto d’Italia, prima la peronospora e poi la terribile fillossera segnarono definitivamente la realtà vitivinicola locale. Ma la storia per fortuna è continuata, con ottimi esiti.